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In questi anni di navigazione On Line ho incontrato molte persone che condividono la Poesia   ......

   Tony Fontana

 
 
 
 

Ringrazio tutti gli amici che cortesemente mi hanno permesso questa raccolta, se qualche poeta del WEB volesse regalarmi una sua poesia basta scrivermi ed io lo uniro' alla mia raccolta.

 

Stillano i tuoi pensieri
Stillano i tuoi pensieri nell'antro.

Insolite gocce d'anima dispersa,
sfuggite ai lumi della ragionevolezza.

Rubano spazi alle rocce fredde,
riscaldando il lago raccolto
nell'alveo delle pietre lucenti.

Alcune gocce scivolano
come miti riflessi di luna
laddove io apro le mani al buio.

Le trattengo,
mescolandole alle mie lacrime.

Distilla il senso della mancanza.

Cristina Corti  il suo sito

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Foglia d'acacia

Foglia d'acacia
foglia d'autunno ingiallita
ai miei piedi caduta
preannunci la fredda stagione
in arrivo

Intorno al collo
mi stringo il maglione
in cerca di tepore.....

Silvi
3/10/2002

 

 

Felicita'

Eccoti ancora
felicità
fra le mie mani

Fuggevole ed improvvisa
felicità
che mi prendi e m’abbandoni
come un gioco senz’apparente motivo..

Ritorni poi
meteora nella vita
in un lampo t’intravedo
ed io
che stretta tener ti voglio
in un vortice,
intenso tormento
di forti emozioni,
mi ritrovo

Or brilla il mio sguardo
anche se sento
che sol per un attimo
mia tu sarai

Ma non fermarti felicità
Vai ,corri intorno al mondo
e tocca cuori solitari
alléati coi quattro venti
sì da non tralasciare nemmeno
una particella d’infinito..

Tutti fra le tue braccia
felicità
vorrei


Silvi
21/10/2002

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Poesia questa sera
 
 
Poesia questa sera
è questa magnolia
riflessi inclinati che portano il verde
all’oscuro più cupo.

Poesia questa sera
è questo tuo volto
filone di pane lievitato di fresco
irresistibile e sacro.

Poesia questa sera
è questa mia stilla
abbracciare di lacrime un istante d’Amore
ritrovato per caso.

(Miriam alias Bolfissimo, dicembre 2002)

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Marina

Cielo giallo

 

Lividamente giallo, lo scirocco

vortica sabbia su Marghera:

cieli da giorno del giudizio

in questa giornata che si trascina

con una lentezza inquietante, nella stanza

apparecchiata per un mezzogiorno qualunque.

Luci sinistre accendono di rosso

l'orizzonte di antenne; sul tetto

non sostano gabbiani.

Mi appare il mondo

come sigillato da un cellofan.

Eppure, quando cala

precoce un velo grigio e sembra

che si spenga l'allarme sulle città,

io non mi arrendo, ma nascondo e covo

silenziosi germogli, per un'altra

stagione.

Marina

 

Clic

 

cigola sgorga scivola

sul ramo con rapido clic,
e un cielo di pozzanghere si tuffa
nel mosaico di nuvole - scomposto
puzzle di  pietre e vapori, ma già

 

m'inchino alla vertigine dell'alba

pozzo turbato da  fiammanti zebre,

cirri amaranto cuore

di colibrì - frullo inesploso

 

 

Forsizie

 

Taglia il cespuglio, pota

con cesoie infallibili le cime

dei rami secchi: rifioriranno

fiduciosi i germogli, i petali solari

delle gialle forsizie formeranno

di ora in ora una sfera più ampia,

luminosa e squillante come grido

di vita nuova, sprezzante

delle durezze invernali.

 

Marina

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Polvere

 

Il tempo s’è fermato per incanto
nel saltar nel cielo
Il mio orologio
ha battuto ore, giorni
senza volto né condivisione
Briciole d’amore
ho raccolto dal vento
saggiandole sulle mie labbra di sale
Tra i piedi stanchi di nullità
ho calpestato la polvere
e cancellato le orme
lasciate nel partire
Insieme alle mie musiche ed ai canti
ho ritrovato anche le tue ali
oltre alla sorgente.

Alexnovo
 
 
SCOGLI


Scogli,
dove l’infrangersi dei sogni di fanciullo
si rinsacca come l’onde.

S’avvolge di silenzi
il fragor delle schiume bianche
su l’informi lave brune
in distese bizzarre
abbandonate
tra cielo e terra
di profumi
e muschi colorati.

Nel solitario lembo
io veggo
terre lentamente consumate.

Saluto il tuo faro spento al sole
in attesa del tramonto
a solitaria guardia
d’un orizzonte lontano
e senza l’ombre.

Serio cogli lo spirito raccolto
affranto e muto
per scioglierlo col sale
del tuo amore
in ogni spruzzo...
o mare!

Alexnovo (9.05.03)
 
 
 

 

 
MARE DI PRIMAVERA

Distesa azzurra, fluttuante e frusciante,
mi attiri lo sguardo..
mi invogli al ringraziamento,
mi distendi le membra
nella meraviglia di te!
Mare…
Il dolce sole riscalda l’aria,
la mente si apre all profumo di sale…
l’occhio si disperde all’orizzonte…
e in quel fruscio acqueo
abbandono le tristezze….
….Del sonno della vita!
Amici che si insultano…
Amici che non sanno più,
amici perduti nel pensiero di altri…
mare… prendi con te questi momenti..
e cullali, come la mamma culla il suo bambino,
per donargli di nuovo il nutrimento
d’amore…. Di cui sei grande!
Le scorie le porterai a riva,
ripulendo il tuo letto..
e terrai la vita!
Mare…!!!
Qui davanti a te,
nel pomeriggio primaverile,
mi perdo e vivo in te!
Salgono sensazioni di fluttuante armonia,
la mia anima sa che vive….
E ciò che prima la soffocava…
Ora è diventato onda che va…
Onda che parla…
Onda che canta la melodia della vita!
Tutto, è ciò che è… ed io sono con te!

Fiorearcobaleno alias

Quando l'innocenza soffre

Il freddo gelido della notte,
sembra tagli il viso,
e quelle lacrime copiose
che scendono...
diventano ferite sulla guance.
I passi donano scricchiolii sulla brina,
il corpo ormai intirizzito,
stretto in una morsa di freddo,
cammina senza meta..
pensa solo di allontanarsi,
dal tuo cinismo... dal tuo ridere,
dell'innocenza che il cuore aveva messo
nell'amare... senza pensare
che tu non credevi che quella era la verità!
Hai creduto di perdere te stesso...
così hai offeso il sentimento
che ti veniva donato
senza remore..senza confini...
Ora, nella notte, sotto il cielo di stelle,
le stesse che hanno fatto sognare...
lasci vagare l'amore
per non perdere la libertà di fare!
Ora quelle stelle sono testimoni
di sofferenza... di un cuore che muore,
una spina di ghiaccio lo ha trafitto..
con la tua risata ... con le tue parole....

 

 

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Lilly

Un altro giorno verrà 

Tra vette innevate
un tiepido sole
riscalda l’orizzonte.
Aurore boreali
velate d’azzurro.
Un magico paesaggio
illumina la mia esistenza,
velata da malinconiche tristezze.
Montagne,
un paradiso d’amore
e di purezza
allietano la mia stanchezza,
le mie ansie,
le mie paure...
Un altro giorno verrà.

 

Attese 

Volti, sguardi, profili, ricordi,
riecheggiano nella mia mente
nella crudele attesa
di una stanza d'ospedale.
In un'attesa
che non ha certezze.
Certezze
che non hanno confini.
Guardo…
in fondo alla finestra
c'è un fiore
che attende di nascere
per poter emanare odori
a chi più non li sente.
Lo guardo e…
aspetto, attendo.

 

Un eroe da amare 

E' un nostalgico
il mio idolo in carta
re dei perdenti,
nemico dei potenti.
Guarda al passato,
incidendo antiche melodie.
Suoni, canti, colori.
Si confonde con le anime,
anime impregnate di dolore,
anime in cerca di amore.
Un amore che solo lui può dare,
un eroe da non dimenticare.

Il suo Sito

 

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Il coraggio di un fiore

 

 

 Lungo il sentiero del mattino

ritrovai brandelli d’anima

sparsi tra le ortiche

Pietosamente li raccolsi

e li accarezzai

stringendoli sul cuore

mentre un pallido sole

stentava a farsi spazio

tra nembi minacciosi

Proseguii il cammino

lento, pensoso, stanco…

Il mare in tumulto

tormentava da tempo

la scogliera della vita

ed ogni risacca

portava via con sé

una parte di coraggio…

Un piccolo, delicato fiore

bianco

come il candore della vita appena nata

alzava ingenuamente il suo capino

ed esplorava il mondo

ignaro delle insidie delle ortiche

Dischiudeva la sua corolla verso il sole

e aprendo le sue tenere foglie

 abbracciava con fiducia il mondo

Allora

alzai lo sguardo verso il cielo

e ancora una volta

dissi il mio si alla vita…

 

Giusy  Maugeri

 

 

 

Il Suo Sito

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Per Te

 

IL  vento impetuoso del  nord

Stasera soffia  giocoso

Su questo immenso mare.

Mentre …..

Il  ruscello dorme 

sotto i raggi del sole

La nebbia fiduciosa

Dirada  la sua chioma

Lasciando il posto

Al giorno nuovo

I miei pensieri

Assopiti

Sono sempre  più

Vicini al tuo

Cuore

 

Patrizia Torri

 

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IL VECCHIO SCIALLE




Dal vecchio scialle
poggiato sulle spalle
mi lascio avvolgere
dal suo dolce tepore.

Tepore che sa d'amore
profumo mai dimenticato
nonostante il trascorrere
inesorabile del tempo

L'ho ritrovato nel vecchio armadio
unico suo indumento che
ancora conservo
pensando così di ritrovarla ogni volta.

Un venticello fresco
attraversa questa estiva notte e
mi lascio dolcemente accarezzare
dal suo soffio leggero.

Ora sì, so di averla ritrovata
riconosco la sua carezza
è questa la magia che si rinnova ogni volta
che indosso il vecchio scialle di lana
 

 

DaniMoreschini


 

L'URTIMO VINELLO



In mezzo ar paesetto antico
giro pe’ li vicoletti stretti,
dove s’arisenteno
li profumi veri de ‘na vorta
che in città se sò’perduti.

M’affaccio incuriosita
su lla porta de’ na’ grotta pe’cantina,
e vedo dar soffitto penne trecce d’ajo
fatte ad arte, mentre la nonnina,
seduta su ‘na paija de panchetta,
co’ l’ago e er filo,
stà a ‘nfilà ‘na collana
de peperoncino fresco pe’ fallo secco.

E mentre tutto questo guardo,
na’ mano dura me s’appoggia sulla spalla
e m’envita a entrà, a nun restà de fora.
Poi, prenne ‘n bicchieretto,
s’avvicina cauto a ‘na botticella
e spilla un vinello rosso come er sangue;
Poi taija ‘na fetta de caciotta ancora fresca
e ‘n po’ de pane,
e con quer modo antico e amico me li passa.

“Magna er formaggio dell’urtima mia vacca,
bevi stò vinello ch’è l’urtimo d’annata…
chisà si quanno aritornerai a trovamme
io ce sarò ancora!”

Se lo sentiva, forse qer nonno,
che la fine sua era vicina:
L’anno doppo era chiusa la cantina.
Nell’inverno tutti e due se n’ereno annati ‘n celo,
e a me in bocca m’é rimasto ancora
er sapore profumato de quell'urtimo vinello!

(da "Schegge de vita")

 

DaniMoreschini

 

Il Suo Sito

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la storia inizia indietro

di Marco Saya

 

la storia inizia indietro,

pianti neonati in una villetta sudamericana,

lumache alle pareti

bianche e scrostate

con l’atlantico ai piedi.

“dov’è papà?”,

“in giro per il mondo”, la tata mi sollevava

già sballottato di mano in mano

 

gli aquiloni, con quel vento lì,

un tiro alla fune verso l’alto.

manca la stretta sicura,

un dubbio che mi porto da sempre,

una risposta persa tra la sabbia fine.

“cosa aspetti a tornare a casa?”

corrono le piccole gambe,

corrono i giorni da rito uguali.

 

la finestra sorride al poco verde

- ora - stretto tra mura di polveri.

dov’è la ciclabile?”, e “quel tram che mi salutava?”

e "l’adolescente che scalava la vetta della vita?”

si affaccia da altri balconi,

la Milano volgare,

incancrenisce immagini

di figurine, copie di abitanti.

 

l’onda mi veniva incontro,

amica nel gioco dello spruzzo.

il Corcovado ci abbracciava

con il calore, colori della gioia.

non sapevo di povertà.

non sapevo di sifilide.

non sapevo di multinazionali.

sapevo di essere felice.

 

il grigiore di un open space

in finte periferie adornate

con lampioni simil Versailles, sparuti

come bianchi cigni stagnanti di contorno

a quattro sedie thonet da bar.

che ti va di prendere?”

per ammazzare la noia

del pre solarium chè

nuovi raggi anticipano il sereno.

 

la strada saliva tortuosa,

un chiosco di banane - pit stop –

anticipava la vista del Cristo.

le vie sono tutte uguali, oggi,

una foto sbiadita qua e là

segna un percorso di croci

e quel Padre l’ho perso

nell’infanzia della mente.

 

“hai preparato l’offerta?”, ti chiede un estraneo.

hai fatto i compiti?”, ripeteva mia madre.

ora capisco la congiunzione degli intenti,

figlia della rabbia disperata

rassegnata al voto di castità

come appartenere, essere in questo mondo

e avvertirne il recinto

perché fuori è buio pesto.

 

il tempo aiuta a morire.

“che ore sono?”,

il ricordo è vita a ritroso

come quando torni sui tuoi passi,

come quando gli alberi

sfrecciano impazziti

perché i tuoi occhi

vedono frazioni di intervalli

e la storia inizia indietro.

 

Il Suo Blog

 

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Messina Muore

di   Caterina Siclari 

Risorgerai ancora dalle tue ceneri

splendida Fenice?

le tue acque sono limpide

il cielo è terso ed il sole splende ancora

ma le strade aggrovigliate ;

i viali spogli, solcati dai binari del tram

le insegne spente di antichi ritrovi

offuscano il tuo volto

 

Tu tenera madre, ti spegni lentamente

tra l'indifferenza dei tuoi figli

e lo stupore dei turisti

che, incantati ammirano ancora la tua bellezza

una mano laggiù ti benedice:

è quella della Madre Celeste

che ancora una volta

dopo due millenni

rinnova la sua promessa

Vos et ipsam civitatem Benedicimus

 

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Mariella Mulas

 

Sguardo

 

 

Come lieve soffio

è il tuo sguardo

discreto, vigile..

Si posa come farfalla

che si disseta

con la rugiada

del candido fiore.

Accompagna

nelle ore del  silenzio

e spazia nei miei pensieri

a invogliare un sorriso.

Mutevole

ora ridente

ora malinconico

ma mai lontano

o indifferente.

Aiuta nei timori,

 smuove la tristezza

della solitudine,

trasmette, con mute

 parole d’amore,

la voglia di continuare

ad  esistere.

 

 

**********

*****

**

 

Sogni

 

Lieve il respiro

nella notte addormenta

taciturni pensieri

che lievitano nell’inconscio

in immagini

sgranate invogliando

l’affanno in inconsuete  visioni.

E il sogno appare…

materiale, reale,

avvinghiato  ai nervi

di insospettabili  istinti

che soddisfano

l’ira e il rancore,

invade di incubi

e paure intense

sino al brusco,

liberatorio,  risveglio;

o, come flash,

illumina sensazioni

di sorrisi,  di sguardi

su volti cercati,

dimenticati, sconosciuti.

Concede miraggi di voli senz’ali,

levitazioni controllate,

 parole disinibite,

caldi incontri sensuali…

  Un film,

nella dormiente coscienza,

dove il sogno regista

ti fa attore e spettatore

senza attesa di  applausi finali.

 

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VITO BOLOGNA

 

IL CANTASTORIE

 

Dicono di me, che sono un poeta

e che di sera parlo con le stelle

ogni nota che scrivo,e sempre lieta

canto alla natura, e alle donzelle.

Alla luna dedico molte serenate

fatte con rime, e scritte col cuore,

da me vengono fanciulle innamorate

cercando poemi, per i loro amore.

Sono maestro di poemi e prose

faccio le rime in tutte le occasione

sfoglio margherite, e regalo rose

scrivo la vita con tanta passione.

Dormo sotto le stelle all'aperto,

il cielo azzurro metto per coperta

di tutto ormai sono un esperto

un occhio chiuso, e l'altro all'erta.

 

Vivo la vita, come un eremita

fra campi, montagne e praterie

a chi lo vuole scrivo la sua vita

in una raccolta di rime e poesie.

 

di: Vito Bologna

 

MI LEGGI ?

 

Senti, tu che mi leggi, mi sai dire

se dall'aldilà possono vedere ?

Si, tu che mi leggi puoi mai capire

come un Nonno passa le sue sere ?

 

Siedi, leggi bene che ti spiego

come passa la vita un vecchietto

Prima faccio la croce, poi prego

leggendo le sagre dal libretto

 

dopo col caffè e latte, esco fuori

mi faccio un giretto, nel giardino

controllo, le rose, i pomodori

e sul davanzale leggo "il mattino"

 

Nel pomeriggio, arrivano i gioielli

e a questa casa danno un pò di vita

ne o due sai, ma non son gemelli

portano la primavera già fiorita

 

quando tornano a casa qui si vede

una nuvola coprire tutto il casale

il cuore si fa triste, come non crede

che il domani sarà tutto uguale

 

Senti, ma tu credi che dal cielo

la nonna vede tutto il mio soffrire ?

dimmi che ti pare, suonare il gelo

aiuta la persona a non morire ?

 

Perché non parli, non trovi parole

per consolare un povero vecchietto

dai non far cosi, domani col sole

tutti i miei scritti metto nel cassetto

 

Grazie per avermi letto, ma sai com'è

le cose semplici aiutano a campare

io scrivo, forse gente come te

mi danno un'altro giorno da sperare.

 

di: Vito Bologna

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ALINA

 

Che  bella la città sotto Natale…..

Ce sò le madri a spasso co li pupi,

Che in mezzo ar gran casino generale,

Ne li negozzi stanno a fà li sciupi.

Ma in fonno a un viale  de periferia,

Ce stanno l’immigrati e li poracci

Che ciànno freddo. Un po’ de furberia,

E allumano er bidone co li stracci.

E’ quello giallo: indò la gente bona

Ce butta quer che nun je serve più.

Alina sa che abbasta ‘Na perzona

Pe oprì er bidone. E entracce a coccia  in giù.

Cià quindicianni… è un po’ scapezzacollo.

 

“Er bidone s’è operto, mo ce provo.” 

Ma se richiude e je se strigne ar collo.

“Ah,  l’ho toccato! E’ un ber majone novo!”

Come faccio a sortì? Gesummaria….

De fora c’è un  casino: fanno  festa.

Ma  ‘sto coperchio…. La capoccia mia

Se sturba pe una puzza che m’appesta.

E sto puro a strillà: ma chi  me sente?

Che fine hai fatto, boja  monno infame?

Però me pare  che… un po’ lentamente,

Sto in  pace. Nun ciò freddo. Nun ciò  fame.

So’ più leggera…. Forse vado in celo?

Uh, quanta  luce…. Vedo l’angioletti

Che stanno a dì: “Viè qua,  che nun c’è  er gelo.

Ce stanno puro tanti  regazzetti...”

 

Mo Alina  magna a pranzo e a colazzione.

Cià sempre un letto quanno che viè sera.

Che je ne frega si nun cià er majone?

Mica je serve: è sempre  primavera.

 

 

    Alberto Canfora

 

Poalina

172-14/12/04                                      

                               1° premio nel concorso letterario “S. L. Murialdo” 20/5/06

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