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La mia Messina

Che profumo di zagara
mi sembra ancor di ricordare
giardini di arancio e limone affacciati sullo stretto
bagliori di luce d’acqua
da navi attraversata
e di fronte a me la punta del continente
che festa la vara al grido di viva Maria
fronti sudate tirano corde a piedi nudi
suoni soffiati da anfore antiche
tamburelli impazziti ritmano la sera
ed i giganti a cavallo possenti osservano
mille colori dalla fiera in riva al mare
e nel porto le navi ingoiano treni da trasportare
scafi dalle ali forti sembrano sull’acqua volare
e Tu da sempre lassù o Madonnina
benedici pescatori e viaggiatori
da troppo tempo manco dalla mia Messina
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Pablito .....perche’

Pablito vorrebbe urlare
perché i morsi della fame gli lacerano l’anima
Ma non ha nemmeno la forza di emettere un lamento
Negli occhi la disperazione ma soprattutto una domanda ,..perché
Perché non ha una madre che gli asciuga le lagrime
Perché non ha un padre che lo protegga dal mondo
Perché ….perché……perché
Pablito ha otto anni ma il suo corpo ha subito la devastazione che neanche 100 anni formerebbero
Pablito ha i sogni asciutti come asciutti sono i suoi occhi
Ha occhi neri grandi se li guardi nel suo interno c’e’ un mondo diverso
Pablito ha conosciuto solo urla rumori e cattiveria
La sua casa e’ la strada il suo tetto e’ il celo
Pablito ha i piedi nudi non ha mai portato scarpe
Trova sollievo soltanto quelle poche volte che respira la morte dentro una busta di plastica
Pablito e’ uno cento mille bambini occhi meravigliosi che camminano nell’indifferenza
Pablito non lo sa e forse mai lo saprà ma esistono altri bambini
Bambini che piangono grosse lagrime perché vogliono un abito firmato
Soffrono perché alla playstation non riescono a finire un livello
Vengono sgridati dai genitori perché non vogliono mangiare la verdura
Si lamentano perché devono mangiare una merendina invece che un’altra
E si domandano perché …perché…perché.
Pablito non conoscerà mai la gioia morirà a 10 anni
La sua morte sarà per lui una liberazione
Allora sono io a domandarmi finché vivrò
Perché….perché….perché………
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Tu Sei

Tu Sei quel raggio di sole
che scalda i miei momenti bui
Sei un diamante di luce incastonato
nelle pieghe della mia anima
Sei quel sorriso da me sempre cercato
quella carezza sempre desiderata
Sei un alito leggero
che sfiora la pelle
Sei quell’anima che ho perso
Sei la forza di un destino avverso
Tu Sei
e forse mai ti vedrò
anche se sempre ti ho visto
Tu Sei
e forse mai ti abbraccerò
anche se sempre ti ho abbracciato
Sei la certezza di un sogno proibito
ma soprattutto
tu …Sei.
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Frammenti……
Frammenti di sogni ,
frammenti di sorrisi
Frammenti di piccole bugie,
di grossi fallimenti
Frammenti di versi stracciati dal vento dell’ipocrisia……
………..frammenti ……….
raccolti per strada da un sogno sfuggito
sfuggito alla logica e dogmatica realtà
raccolti dal soffio di un urlo spezzato
che squarcia la notte
intrisa del pianto di una madre ferita
raccolti dal gemito scrosciante
di un cuore tremante
che esulta di gioia
per nascita nuova di bimbo inatteso
raccolti ed incollati
uno ad uno come un magico puzle
ed…una volta ricomposto
rinasce la sconcertante verità
la verità di un sogno che si avvera
la verità di un sorriso mai spento
la verità di un fallimento che si traduce in vittoria
la verità di un verso di poesia
ricomposto dal vento della vita.
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Orme di sogni

Orme di sogni ,
carezze inconfutabili
Solleticano la mia immaginazione
Danno alla notte un colore sempre nuovo
Brezza notturna folate di pensieri che si inseguono
Come foglie derise dal vento
Come pioggia battente e rumorosa
Orme di sogni ,carezze vitali
Linfa dell’anima che si nutre di sentimenti
Danno alla mia esistenza una coerenza
Una speranza
Orme che lasciano impronte
Come su candida neve
Tracce sull’anima come a ricordar
una carezza ,
un sorriso,
un......amore
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La lucciola

Che notte stanotte ,l’aria e’ leggera
Non c’è vento ma piacevole brezza
seduto su di un portico antico
guardo con fare assorto
cespugli di grano sfuggito
di rami stagliati nel celo notturno
ad emular simulacri spettrali
lì dove arriva la luce della lanterna
farfalle notturne, insetti impertinenti
danzano irrequieti
come imbambolati
rischiando la vita
nella ricerca effimera
di una meta luminosa
e tutto al chiaror della lanterna assume contorni piu consoni
oppure al suo chiaror si deforma
i miei pensieri assomigliano a quelle farfalle
a quegli insetti
con fare irrequieto con fare imbambolato
cerco qualcosa di effimero qualcosa di luminoso
nel buio della notte dei miei sentimenti
poi d’un tratto in un cespuglio un po’ isolato
da poca luce ammantato
qualcosa attrae la mia vista
mi avvicino con lo sguardo quasi a scrutar miraggio
davanti a miei occhi increduli distinguo una lucciola
con il suo inconfondibile luccichio
come a dirmi guarda esisto anch’io
fai come me
io non cerco luce effimera
perché l’ho dentro di me
che notte stanotte che emozione mi ha dato quella lucciola
quel piccolo esserino una lezione mi ha regalato
dentro di noi c’e’ una lanterna sempre accesa
che scalda ed illumina il nostro cammino
che se ben esposta può attirar qualcuno
può rischiarar il tuo destino
ma noi a volte accecati da effimere mete
non la vediamo non la alimentiamo
non la cerchiamo
e per questo che soffriamo .
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Dietro la collina

Terra bagnata profumo di natura
pioggia fine lavaggio delicato
nuvole bianche velate di grigio
E dietro la collina vedo scura foschia
quanto può durare una pioggia
quanto può lavare una pioggia
E dietro la collina vedo scura foschia
foglie zuppe grondano gocce
come di sudor fronte perlata
l’ombrello della mia speranza
mi offre rifugio mi tiene asciutto
E dietro la collina vedo scura foschia
dammi la mano
stringila forte
fa che non mi sorprenda il tuono
coprimi gli occhi il lampo mi acceca
E dietro la collina vedo scura foschia
accompagnami per un pezzetto di strada
insieme a Te sarà meno scura
Ma.. tu chi sei perché mi sorridi
io non ti conosco
perché cammini senza ombrello
mi fai il gesto di guardare
dove ..mi giro e ..
dietro la collina un’ arcobaleno.
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Pablito , non avere paura !
Una grande luce
Alla fine di un nero tunnel
E poi d’un tratto
mille scintille
mille colori
ed un coro armonioso
Pablito ancora non capisce
Ma si sente bene
Non soffre più i morsi della fame
Quella fitta allo stomaco è svanita
Le ferite sembrano sparite
Anzi prova un certo benessere
Come se avesse mangiato al caldo
Un cibo cucinato dalla madre
Che mai ha conosciuto
Seduto al fianco del padre
Anch’egli sconosciuto
Davanti a lui altri bambini come in attesa
E subito riconosce Rosita la sorellina
Paco, Toninho e Marcos alcuni amici
Ma … ma… voi eravate morti…….
Vieni Pablito , non avere paura
Tra un pò si entra , ti aspettavamo
Ma allora anche io sono…..
Pablito capi’ che era in un sogno speciale
Ma non ebbe paura
quando fu sollevato da due angeli
ed adagiato in un bellissimo giardino
dove la luce non era il sole
non era l’aurora di un magico tramonto
ma il sorriso di un lampo di fulgida felicita’
la carezza perenne di una mano suprema
Pablito aveva solo 11 anni
Quando la fame i maltrattamenti
Ma sopratutto l’indifferenza
Lo avevano ucciso
Adesso nel luogo dove si trova
Non ha più rancori
Non ha più dolori
Non ha più domande da fare,
Nel Paradiso dei sogni umani
Luogo migliore non c’e’.
Ma…. sulla terra ancora echeggia nell’aria
Tra i vicoli delle favelas
Tra i marciapiedi di Buenos Aires
Tra le strade polverose di Calcutta
Ai margini abbandonati di tante periferie
Un semplice , imperativo, supplichevole , arrabbiato………
perche’…..perché……perché….
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Sarai
sarai nel ricordo
e… alle tue spalle tracce di vita
sarai nella memoria
fotografie sbiadite nel tempo
disegni incorniciati alle pareti
sarai nella poesia
frasi d’amore ritrovate
in un foglio di carta
frasi ardite di pensieri
logorate dal tempo
ed ogni volta che qualcuno
leggera’ una tua frase
ti aggiungera’ un pezzetto d'eternità
sarà la magia delle tue parole
che portate dal vento
si uniranno al suono della vita
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E poi sara’

E poi sara’ come nascere
Un sentiero ,
un pensiero,
una via d’uscita
E poi sara’ come in un sogno
Un volto
una lagrima
una voce
E poi ti diranno che hai finito i tuoi giorni
Un ricordo
una fitta al cuore
una strada ancora da percorrere
e poi sara’ come volare
tra i fiori
tra le nuvole
nell’azzurro infinito
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Montefiascone

Odo il lamento del vento
che si insinua tra comignoli e antichi coppi
di tetti su case alte appoggiate sul monte
che sornione si affaccia sul lago
ma questo e’ un vento pulitore
toglie da ogni anfratto la nebbia
che ormai ha trovato quì rifugio
col suo manto acquoso avvolge
ogni vicolo ogni strada
nasconde le case dove la gente
vive tranquilla,
e aspetta
che arrivi la fredda tramontana
e quando il sole prende il suo posto
ecco apparire in tutta la sua bellezza
un antico borgo diventato paesone
su quel colle detto falisco
dove antiche tradizioni
di vecchi contadini non ha cambiato le persone
tra le vecchie cantine ogni anno
come per magica fattezza si ripropone
il rito che trasforma la natura in vino
se passeggi tra le vie del borgo
effluvi di mosto danzante colpiscono il naso
piu’ tardi comincia la spola
di carri pieni di sacchi d’olive
che dopo una strizzatina diventan olio
che subito intriso sul pane caldo
rinnova al palato un sapore antico,
quando nella piazza di sfuggita passo
a volte mi soffermo ad osservar
quei vecchi seduti alle panchine
sui loro volti mille rughe di antiche fatiche
sui loro sorrisi la vecchia saggezza
e tra loro chiacchierano,
immagino che parlino
di loro ,
dei fatti
… ..della vita
ma la loro lentezza il loro appoggiarsi ai vecchi bastoni
appartiene ormai al passato
e loro con lo sguardo verso il paese
si scaldano al sole dei loro ricordi.
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Arriva la Primavera

Rami ondulanti sfiorati dal vento
polline in nuvole sparso
l’aria colora
il sole comincia a scaldare
le giornate ancora fredde.
Passeri non piu’ solitari
Intonano canti
mentre rinnovano i nidi.
Profumo di mimose ricorda all’olfatto
che l’inverno ormai si allontana
tutto sembra essere pronto
ad accoglier la stagione
del rinnovo
dei colori.
Germogli sui rami
virgulti di vita
boccioli di fiori timidamente si nutrono
di raggi di luce tiepida
le prime rondini sono gia’ in viaggio
ci stanno raggiungendo
quasi a scrutare il cielo fino a sera
aspettiamo che arrivi la Primavera
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Nuvola romantica

Nuvola romantica
soffice
come vaporoso tulle
bianca ma con riflessi rosati
rimani lì
ferma,
fatti respirare dai raggi del sole
fatti attraversare da vento
nuvola romantica che porti
in giro i sogni d’amore
sogni avverati
oppure mai sciolti
solo chi ha il cuore gonfio
ti riconosce
ti apprezza
e tu dall’alto sorridi triste
perche’ ricordi
quando il romanticismo era
un’arma dolce
oggi è un sentimento dimenticato
un pensiero obsoleto
rimasto soltanto
nelle pieghe di anime pure
che vedono in te
la dolcezza dell’amare
e dell’essere amati.
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Sensazioni
Sensazioni
Forti emozioni
Giorni pesanti che passano lenti
Come macigni che rotolano
Fino ad arenarsi
nelle sabbie della coscienza
sogni refusi strappati
si aggrappano
si sfoderano
si sviscerano
si perdono
nel velo della notte
che avvolge sentimenti reclusi
sciolti in alveoli di fiumi secchi,
le mani cercano l’appiglio di un ramo
nella notte
come fiume in piena che scende a valle
un urlo si estende
fino a coprir le stelle
raggi di luna si fondono nel reflusso
dell’alta marea
lasciando una distesa piatta e lucida
un freddo gelante copre le ossa
le blocca
nessun movimento
nessun lamento
un sussulto ,
un pianto silenzioso
poi d’improvviso il risveglio
fronte sudata
labbra secche
sono le tre del mattino
fortuna …era solo ..un brutto sogno.
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Ali di luce
( preghiera per S. Rosa)
Ali di luce tra bagliori di stelle,
riflessi argentati di un cielo notturno,
onde sinuose di sogni
fluttuanti tra nuvole trasparenti,
bagliori colorati
che emanano ataviche energie,
per le vie di Viterbo
col sudor dei facchini
viaggia il suo verbo,
nella notte del cuore,
nella notte dedicata a Lei
ali di luce per volare nella preghiera
per lei che del signore e’ sposa,
ali d’amore in nome di Santa Rosa
ali di luce costruite in terra
ma pronte spiccare il volo
verso il futuro
per abbattere ogni muro
fatto d’indifferenza,
di solitudine,
di sofferenza,
ali d’amore dal bianco candore
come colomba in cerca di rami
per portare alla pace lasciando le armi
ali di sogni rinnovati da sempre
esaudiscili tu o Santa Rosa
in questa magica notte di settembre.
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Ai bordi del silenzio
Ho chiuso gli occhi
seduto ai bordi del silenzio della mia anima
ho raccolto il soffio del tuo segno
recitando le parole del tuo insegnamento
ho accolto come mie
le Tue parole
ma no le ho ripetute per me
ho chiesto un sorriso
per chi lo ha scambiato con una smorfia di dolore
ho chiesto pace
per chi conosce solo guerra
ho chiesto aiuto per chi
non sa
non puo’
non vuole
ascoltarti
dietro nuvole soffiate dal vento dell’odio
c’e’ un sole spento
seduto ai bordi del silenzio della mia anima
non da solo, ma
insieme ai miei fratelli
raccolti col pensiero al nostro creatore
abbiamo acceso una fiammella
che presto diverrà sole
illuminerà
le notti buie di chi
per presunzione
per ignoranza
per moda
crede ad un mondo senza Dio.
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Rombi di cuori
Rombo di tuoni lontani
come tamburi percossi da tremanti mani
aria fresca spinta dal vento
sul lago si prepara un temporale
attimi di bordi lontani
saette che illuminano a giorno
le onde sospinte friggono sul
bagnasciuga
le foglie dei salici fremono
forse l’acqua non ci bagnerà
farà il giro la buriana
ma questo senso di freddo
ci fa capire che l’estate e’ alla fine
forse ancora ci regalerà qualche calda
serata
ma le giornate si accorciano
ed i sospiri si allungano
quanti amori dovranno aspettare
un’altra estate
quanti amori finiranno con questa
estate
rombi di tuoni lontani
ora vicini
son rombi di cuori
che agognano nuovi amori
che sognano vecchi amori
la buriana ci ha preso in pieno
con tutti i suoi perché
con tutti i suoi forse
ci ha inzuppato l’anima
aspetteremo un nuovo sole
caldo caldo
dai raggi colorati
cammineremo sicuri tra le rive del
lago
mano nella mano con la nostra
speranza.
Tony Fontana 28-08.-05
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